Duomo
HOME VISITE ACQUISTI EVENTI RICERCA MAPPA E-MAIL
Sezione - Duomo di  Orvieto
LA FACCIATA: i mosaici
Cristo Pantocratore
Opera del Duomo di Orvieto Cristo Pantocratore


Indice della sezione
La cattedrale
"Prima" del Duomo
La storia
Il miracolo
La piazza
La facciata
I fianchi e le porte
L'interno
Il coro
La tribuna
La pietà
Gli altari
Cappella di S. Brizio
Capp. del Corporale
Informazioni
Feste religiose
 

 

 

Stagliandosi con vivace policromia dallo sfondo bianco dei marmi, la decorazione musiva del Duomo ricopre una vasta superficie della facciata, arricchendo gli elementi architettonici, come le modanature dei pilastri e le strombature dei portali, e illustrando un preciso programma iconografico nelle scene figurative delle ghimberghe e delle cuspidi di coronamento.
In una cattedrale intitolata alla Vergine, i mosaici rappresentano gli episodi più salienti della vita di Maria in un crescendo che culmina con l'Incoronazione collocata nel timpano centrale. L'unica eccezione in questo ciclo mariano è costituita dal Battesimo di Cristo sopra al portale di sinistra, forse giustificata dall'essere in corrispondenza del fonte battesimale posto all'interno.
Previsto anche nel primitivo disegno monocuspidale della facciata, l'impiego dei mosaici su fondo dorato, ispirato probabilmente alla cultura romana paleocristiana e tardo-antica, rappresenta una scelta decorativa originale nel '300 italiano, forse dovuta all'effetto di splendore e di ricchezza che si voleva raggiungere in una cattedrale divenuta simbolo dell'orgoglio cittadino. L'Opera stessa incentivò la produzione locale del vetro costruendo una fornace nel cantiere del Duomo e impiegando tessere prodotte nei laboratori dei castelli di Monteleone (nel contado di Orvieto) e di Piegaro; furono utilizzati anche coloranti provenienti da Arezzo, foglie d'oro
e d'argento battuto di Spoleto e tessere vitree di Roma e Venezia.
Molti furono i maestri vetrai, i pittori, i mosaicisti coinvolti nell'impresa, che, iniziata nel 1321, proseguì con alterne vicende fino al XVI sec.: lo stesso Lorenzo Maitani, sotto la cui direzione venne eseguita la decorazione musiva sui piani delle torri, sulle fasce e sulle cornici, Giovanni di Bonino, che lavorò anche alla vetrata della tribuna, l'Orcagna, che tra il 1359-60 eseguì il Battesimo di Cristo e l'artista romano Nello di Giacomino e Fra' Giovanni di Leonardello.
A quest'ultimo e al pittore orvietano Ugolino di Prete Ilario, autore anche dei disegni, si deve la messa in opera dei mosaici dell'Annunciazione e della Natività; da ricordare è anche un altro pittore e mosaicista locale: Piero di Puccio da Orvieto, attivo tra il 1370 e il 1380. Nel '500 Cesare Nebbia lavorò al quadro del frontespizio maggiore; successivamente molte scene figurative a mosaico subirono numerosi restauri che ne alterarono la forma e lo stile originari, oppure furono sostituiti e interamente rifatti.
Molti dei quadri attuali furono eseguiti, infatti, nel Sei- Settecento; in occasione del V Centenario del Duomo (1790) alcuni mosaici originali furono staccati ed offerti in omaggio a papa Pio VI (1785-9); di questi, l'unico superstite è il quadro con la Natività di Maria, dal 1891 conservato al Victoria and Albert Museum di Londra.


zoom
I mosaici


zoom
zoom
zoom
  © OPERA DEL DUOMO DI ORVIETO - Tutti i diriti riservati  
L'Opera del Duomo Il Duomo di Orvieto L'Archivio dell'Opera del Duomo Il Museo dell'Opera di Orvieto Bibliografia