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Sezione - Duomo di  Orvieto
LA CAPPELLA DI S. BRIZIO: affreschi
Cristo Pantocratore
Opera del Duomo di Orvieto Cristo Pantocratore


Indice della sezione
La cattedrale
"Prima" del Duomo
La storia
Il miracolo
La piazza
La facciata
I fianchi e le porte
L'interno
Il coro
La tribuna
La pietà
Gli altari
Cappella di S. Brizio
Capp. del Corporale
Informazioni
Feste religiose
 

 

 

Il programma decorativo della Cappella Nuova si sviluppa in una complessa articolazione iconografica composta di episodi narrativi che sfruttano sapientemente la struttura architettonica e le possibilità spaziali delle volte e delle pareti. Cornici ricche di simboli della resurrezione e dell'aldilà (melagrane, peonie, fiori di loto, acanto) delimitano le vele delle due campate, in cui sono raffigurate le Gerarchie celesti che, in schiere ordinate, accompagnano il Cristo Giudice della vela sopra l'altare; singolare è l'impostazione prospettico-illusionistica delle pareti, divise in due registri da una finta architettura in marmo dipinto articolata in pilastri verticali e cornici orizzontali.
Nella zona superiore la superficie arretrata e scenografica delle lunette accoglie gli episodi maggiori e più teatrali del ciclo: nella prima campata, tutta incentrata sulla Fine dei tempi, i Fatti dell'Anticristo, il Finimondo, la Resurrezione della carne; nella seconda campata, in cui è sviluppato il tema del Giudizio, i Dannati, l'Antinferno, l'Ascesa degli Eletti, gli Eletti.
Al di sotto della trabeazione fittizia corre lo zoccolo, caratterizzato da registri pittorici diversi; nella parte superiore, più estesa, al centro di riquadri decorati a grottesche si aprono medaglioni raffiguranti autori classici e moderni, accompagnati da scene tratte dai loro scritti, alcuni dei quali sembrano alludere a tematiche di ispirazione civile, altri al tema della salvezza; nella parte inferiore compaiono scene di battaglie tra creature marine eseguite a monocromo.
Pur conservando una continuità ed omogeneità di contenuti, gli affreschi rivelano una diversa resa pittorica; l'arte pacata e contemplativa ancora medioevale, la compostezza delle figure, il gusto raffinato del particolare tipici dell'Angelico coesistono con il dinamismo, la fisicità, a volte aspra, la sintesi pittorica delle immagini signorelliane, dipinte per coinvolgere un osservatore che si identifica non solo con l'uomo rinascimentale, ma con lo spettatore di tutti i tempi.

 
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