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Sezione - Duomo di  Orvieto
LA CAPPELLA DI S. BRIZIO: il programma decorativo
Cristo Pantocratore
Opera del Duomo di Orvieto Cristo Pantocratore


Indice della sezione
La cattedrale
"Prima" del Duomo
La storia
Il miracolo
La piazza
La facciata
I fianchi e le porte
L'interno
Il coro
La tribuna
La pietà
Gli altari
Cappella di S. Brizio
Capp. del Corporale
Informazioni
Feste religiose
 

 

 

La volta e le pareti della Cappella Nuova vantano la più completa ed unitaria trattazione del Giudizio Universale, tema mutuato dall'arte medioevale trecentesca e già presente nei bassorilievi della facciata del Duomo.
Risultato di un probabile rapporto di collaborazione tra gli artisti e l'Opera sulla scorta delle indicazioni fornite da esperti di teologia orvietani (venerabiles magistri sacre pagine), tra cui l'arcidiacono del Duomo Antonio degli Alberi, o da notabili della città (forse gli stessi Soprastanti della Fabbrica) o ancora da teologi umanisti della Curia Romana, il programma decorativo va, comunque, inquadrato in una dimensione storico-culturale più ampia.
In un contesto politico di forte crisi, di disagi nazionali e locali (invasione francese, minaccia dei turchi, politica di Alessandro VI, declino della città di Orvieto con le sue lotte intestine) e in uno scenario di disastri naturali (diluvi, pestilenze, carestie) come quello del '400/'500, il terrore alimenta visioni apocalittiche e profezie catastrofiche, favorendo anche l'attesa di un profondo rinnovamento e la speranza di una vita ultraterrena, tutti elementi che giustificano il significato escatologico della decorazione della Cappella.
Ispirati a fonti come la Bibbia (in particolare l'Apocalisse), la Commedia di Dante, la Legenda aurea di Iacopo da Varazze, i sermoni
di S.Vincenzo Ferrer, i testi di S. Tommaso e S. Agostino, gli affreschi affrontano gli aspetti più salienti della fede cristiana: la fine dei tempi, il timore delle morte e dell'aldilà, il giudizio, il desiderio di salvezza.
La scelta di uno schema pittorico incentrato sul Giudizio Finale rappresenta il trait d'union tra le due tematiche dominanti nella cattedrale: la Vergine Assunta (cui è dedicata anche la Cappella) e l'Eucarestia. Nella prospettiva di un'immortalità raggiunta dall'uomo dopo il verdetto divino ed il riscatto dal peccato, Maria fornisce "lo speciale collegamento escatologico" (D. Mc Lellan) intercedendo a favore del genere umano al momento del Giudizio e confermando la fede nella vita eterna insieme all'Eucarestia, che, rinnovando il sacrificio di Cristo, rappresenta per i credenti una garanzia di salvezza.
Altro tema fondamentale nel programma decorativo, il sacrificio è rappresentato da vari soggetti sia in senso positivo (Martiri nelle vele, S. Pietro Parenzo, S:Faustino, alcune scene del basamento), che in senso negativo (il presunto Caino sopra l'altare, alcune scene dello zoccolo sotto la lunetta dei Dannati). Nonostante le raffigurazioni apocalittiche cariche di pathos, l'eterno chiasmo tra il Bene ed il Male si risolve nella rassicurante prospettiva della resurrezione della carne dopo la sconfitta dell'Anticristo ed il Giudizio Finale.

 
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