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Sezione - Museo
IL NUOVO ALLESTIMENTO

 

Simone Martini - particolare
Opera del Duomo di Orvieto Simone Martini - particolare


La storia
Il nuovo allestimento
 

 

 

 

 

Annunciazione di Francesco Mochi

Il nuovo Museo dell'Opera del Duomo, obiettivo primario dell'attuale e del precedente Consiglio di Amministrazione, è una struttura espositiva fondata su una "selezione critica" dei pezzi più significativi delle collezioni (200 opere su un totale di 2000), scelti per il particolare valore storico-religioso (soprattutto in riferimento alla cattedrale) e per l'alta qualità artistica ed inseriti in un percorso museale continuo, articolato in uno spazio ampio e composito.
Il progetto di allestimento - elaborato da una commissione scientifica costituita nel 1996 e coordinata da Renato Bonelli, Professore emerito dell'Università di Roma La Sapienza - è "ispirato ai principi della continuità storica e dell'unicità della rappresentazione museale" (R. Tiberi); comprende una serie di edifici distinti, realizzati, in epoche diverse, intorno al Palazzo Vescovile, nucleo edilizio più antico: i Palazzi Papali di Urbano IV, di Gregorio X, di Martino V ed il Palazzo Soliano (o di Bonifacio VIII), tra i quali verrà predisposto un collegamento in corso di progettazione.
Un complesso monumentale di tale importanza, così storicamente ed artisticamente "stratificato", non potendo essere ridotto a mero contenitore di opere d'arte, è stato sapientemente integrato nel Museo, nel pieno rispetto e valorizzazione delle peculiarità dei vari ambienti e corpi di fabbrica, criterio, questo, seguito anche per l'organizzazione dei percorsi di visita.
Tutte le pitture, sculture, oggetti d'arte ed arredi sacri facenti parte delle collezioni dell'Opera, sono stati disposti, nel progetto, secondo un ordinamento cronologico e tipologico e suddivisi in due grandi gruppi. Di quest'ultimi, il primo, ospitato nei Palazzi Papali, è costituito dalle opere del periodo medioevale e del primo Rinascimento, tra cui spiccano la Madonna in trono con Bambino ed Angeli reggicortina, attribuita al pittore fiorentino Coppo di Marcovaldo (1270ca), il Polittico di S. Domenico (1321ca) ed il pannello centrale del Polittico di S. Francesco (1320 ca), entrambe opere di Simone Martini, le piccole statue acefale dei due Accoliti, di Arnolfo di Cambio (1282 ca), e alcuni capolavori della statuaria trecentesca, come il Cristo Eucaristico, la Madanna in piedi con Bambino, l' Angelo acefalo di Andrea Pisano (1347-8) e la Madonna in trono col Bambino, della bottega di Nino Pisano (1347-8), oppure, secondo una recente attribuzione, opera di uno degli scultori dei rilievi della facciata attivo all'inizio del XIV sec.
In questa sezione del Museo sono collocati anche gli splendidi lavori dell'oreficeria senese, primo tra tutti il Reliquiario del cranio di S. Savino, eseguito da Ugolino di Vieri e Viva di Lando nel 1340; i due disegni in pergamena della facciata (fine XIII sec.; inizio XIV sec.) hanno un posto di rilievo al piano superiore dei Palazzi Papali, dove sono collocate anche numerose opere pittoriche, dalla piccola tavola della Madonna col Bambino e quattro Santi, attribuita a Lippo Vanni alla Maddalena eseguita dal Signorelli nel 1504. A conclusione della sezione Medioevale sono esposte alcuni parti del coro ligneo trecentesco.
Nel Palazzo Soliano trovano posto l'altro gruppo di opere, quelle dal pieno Rinascimento fino a tutto l'Ottocento; in particolare le grandi pale d'altare realizzate nei secoli XVI- XVII da Giovanni Lanfranco, Girolamo Muziano, Federico Zuccari, Cesare Nebbia, il Pomarancio, i disegni eseguiti da Ippolito Scalza per la trasformazione dell'interno del Duomo (1571- 95), per la mostra lignea dell' organo (1582) e per il campanile, i disegni di Cesare Nebbia per la trasformazione degli affreschi della tribuna (seconda metà XVI sec.) sono tutti disposti, insieme ad altri bozzetti e modelli, nella c.d. "teca", una struttura in legno, organizzata su due livelli, progettata dall'arch. Prof. Sandro Benedetti e posta al centro del grande salone al piano superiore del palazzo; in questo modo le pareti sono lasciate libere e se ne potrà apprezzare i particolari architettonici e spaziali.
Il pianoterra accoglie un gruppo scultoreo di particolare bellezza e importanza, l'Annunciazione di Francesco Mochi (1603-9) e la serie degli Apostoli e Santi, le grandi statue manieriste rimosse dal Duomo alla fine del XIX sec., opera di Raffaello da Montelupo, Francesco Mochi, Francesco Toti, Giovanni Caccini, Bernardino Cametti, Pierre Franqueville, su modello del Giambologna, e Ippolito Scalza.
Grazie ai più moderni criteri di allestimento, il nuovo sistema espositivo garantisce un'ottimale conservazione, valorizzazione e fruizione del ricco patrimonio museale e della prestigiosa sede, confermando ancora una volta il ruolo storico di promotrice culturale e attenta committente dell'Opera del Duomo di Orvieto.

 
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