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Sezione - Opera del Duomo
IL SIGNUM DELL'OPERA

 

Signum
Opera del Duomo di Orvieto Signum


Che cos'é
Le origini
Il cantiere pontificio
L'epoca di passaggio
La prima legislazione
Il superamento della crisi
Il cantiere
L'orologio di Maurizio
L'istituzione
Il signum
XV e il XVI secolo
I capitoli del 1553
Il XIX secolo
I Regolamenti del 1866 e del 1867
La natura giuridica
L'attività
L'organizzazione
Il Consiglio
La sede
 

 

 

Parallelamente alla codificazione della struttura e funzionamento dell'Opera, lo Statuto del 1421 realizza anche la "normalizzazione" dello stemma della Fabbrica, che, raffigurato accanto al titolo della rubrica relativa alla sua apposizione, assume la forma di una croce potenziata rossa accantonata dalle cifre gotiche OPSM (Opera Pia Sancte Marie) iscritta in un anello.
Secondo le norme statutarie il signum dev'essere fatto apporre dal Camerario sulle case e gli edifici della Fabbrica per attestare il diritto di proprietà e la sua cancellazione è punita con una pena pecuniaria; fanno eccezione i beni venduti e quelli per i quali esiste una causa pendente, che potranno
avere il "marchio" solo dopo la risoluzione della controversia a favore dell'Opera.
Oltre agli edifici, anche altri oggetti di pertinenza della Fabbrica sono contrassegnati dalla sua sigla: arredi sacri, documentazione e quant'altro è stato realizzato a sue spese.
Prima del 1421 altri signa venivano apposti sui beni dell' Opera: OSM (Opus Sanctae Marie), OFSM (Opus Fabricae Sanctae Mariae); era utilizzato anche il sigillo del Capitolo di Santa Maria di Orvieto con al centro una M sormontata da una stella o con la variante della corona, che ancora oggi fa bella mostra di sé sull'automa in bronzo dell'orologio della Fabbrica, detto di Maurizio.


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