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Sezione - Opera del Duomo
I REGOLAMENTI DEL 1866 E DEL 1867

 

Signum
Opera del Duomo di Orvieto Signum


Che cos'é
Le origini
Il cantiere pontificio
L'epoca di passaggio
La prima legislazione
Il superamento della crisi
Il cantiere
L'orologio di Maurizio
L'istituzione
Il signum
XV e il XVI secolo
I capitoli del 1553
Il XIX secolo
I Regolamenti del 1866 e del 1867
La natura giuridica
L'attività
L'organizzazione
Il Consiglio
La sede
 

 

 

L'ottocentesca trasformazione buracratico- amministrativa dell'Opera è attuata dal regolamento decretato nel dicembre 1866 dal re Vittorio Emanuele, su proposta del Ministro di grazia, giustizia e culti.
Il nuovo Statuto, rimasto in vigore per oltre un secolo, rappresenta la riforma del "regolamento organico" fatto redigere due anni prima dal comune, il quale si riservava i diritti di proprietà e la giurisdizione sul Duomo ed i suoi beni, nonché l'autorità di nominare la c.d. Commissione Amministrativa della Fabbrica, che agiva per delega comunale.
Quando nel 1866 lo Stato si sostituisce parzialmente al comune, l'amministrazione dell'Opera è affidata ad un consiglio, detto Deputazione, composto da un Presidente, di nomina regia, in carica per quattro anni, da quattro consiglieri e due supplenti, eletti dal Consiglio Comunale e rinnovati, per metà, ogni due anni.
Secondo il nuovo regolamento, al Presidente spettano tutti gli atti conservativi dei diritti dell'Opera, da lui rappresentata in giudizio, sia come attrice che come convenuta, e l'esecuzione delle deliberazioni del consiglio.
Ampi sono i compiti della Deputazione, chiamata a decidere su tutte le questioni di semplice amministrazione: le spese, la nomina dei salariati, le condizioni dei contratti, i bilanci preventivi e consuntivi (poi approvati dal comune e dal Ministero dei culti).
Per la riscossione delle entrate ed il pagamento dei mandati è confermata la figura del Cassiere, prevista fin dal 1553.
Le perizie ed indicazioni tecniche relative ai restauri da eseguirsi nel Duomo e l'approvazione di quelli già eseguiti non sono di competenza della Deputazione, ma di una speciale commissione esterna, di nomina prefettizia, che, nel 1884, sarà sostituita dalla Commissione conservatrice degli oggetti di belle arti e dei monumenti della provincia di Perugia.
La nuova struttura assunta dall'Opera nel 1866 è perfezionata un anno dopo dal Regolamento interno per la Deputazione Municipale, in cui sono menzionate tutte le nuove figure che completano l'organigramma.
Le persone che prestano la loro opera all'amministrazione della Fabbrica percependo una retribuzione fissa sono innanzitutto distinte in due categorie: impiegati, come il Segretario Contabile, il Maestro di Cappella, il Maestro di violino ed il Cassiere, e salariati, ovvero i cantanti e componenti dell'Orchestra del Duomo, il fattore rurale, i custodi della cattedrale (chiericoni).
In particolare, il Segretario Contabile è deputato alla tenuta dei Libri di Amministrazione e dei registri delle deliberazioni della Deputazione, al disbrigo della corrisponenza, nonché ai saldi dei conti colonici.
Un altro segretario (Segretario Legale) è previsto invece per la redazione dei processi verbali delle adunanze e per i pareri su questioni legali dell'Opera.


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